Kangourou di Matematica… Eureka!

Kangourou di Matematica… Eureka!

Si gioca per vincere, si gioca per partecipare, si gioca per mettersi alla prova…chi può dirlo?

logo2Fatto sta che abbiamo giocato, abbiamo partecipato e alla fine ci siamo guadagnati un meritatissimo terzo posto su venti squadre partecipanti e l’accesso alla semifinale a Mirabilandia, Cervia.

Tutto comincia a novembre quando, dopo la selezione, inizio ad allenare i 17 ragazzi convocati, con i test delle gare precedenti: certo che questi problemi di logica matematica sono proprio difficili, non ce la faremo mai, penso.
In realtà,
vedendoli all’opera, questi ragazzi ispirano una grande fiducia: si mettono subito a lavorare, ci mettono la testa e il cuore, collaborano nel lavoro a gruppi, non si scoraggiano, arrivano al risultato. Li osservo, li organizzo nei due gruppi in modo che i diversi caratteri e talenti si compensino… boh, speriamo di aver fatto le scelte giuste…

Per i corridoi della scuola, quando mi incontrano, mi chiedono subito: Prof. quando sarà il prossimo allenamento?! Ed ogni volta eccoli sbucare dalle loro classi, puntuali, e raccogliersi in aula Main (anche lei da lassù ci avrà sicuramente aiutati). Qualche scettico dice: “certo, per perdere le altre ore di lezione” ma io non ci credo, sono troppo bravi!

La gara si svolge il 14 gennaio 2017 nei locali della palestra della nostra Scuola Maria Ausiliatrice, partecipano venti squadre da sette ragazzi ciascuna, appartenenti alla provincia di Milano e dintorni (anche da Como): non è uno scherzo neanche organizzare tutto il materiale necessario. Nei giorni precedenti la competizione i preparativi fervono e tutti collaborano alla buona riuscita dell’evento: la segreteria, Fabrizio, Florin, il Preside, la Direttrice, le suore…

Ed ecco che arriva il giorno fatidico, ci ritroviamo in palestra: Federico Pizzolato, Francesco Vitanza, Alessandro Carzolio, Giada Fatai, Greta Cavagnero, Federico Agosti, Riccardo Pollo, Mirko Gnesutta, Thomas Belledent, Lorenzo Castelli, Paolo Schiavoni, Chiara Mai, Monica Ostoni, Elisabetta Tonti, Riccardo Sanvito, Davide Pettenon e Beatrice Addabbo, questi i nomi dei nostri, divisi in due squadre dai nomi fantasiosi “Uanamasnada” e “Just Win”. Presenti! Poi i ragazzi vengono invitati a sedersi nei tavoli asegnati, mi avvicino ai miei, sono emozionata: mi raccomando ragazzi concentratevi e fate il meglio ma state sereni e che lo Spirito Santo sia con voi!

Diciamo che assistere alla gara dagli spalti è stato un pò come viaggiare sulle montagne russe, con i relativi mal di pancia che ne conseguono… secondi, poi ottavi, settimi, gli altri ottavi poi diciottesimi…. poi da settimi diventiamo secondi poi quarti e infine terzi!!! Grandi! Sono ancora più emozionata!

Qualche giorno dopo il Preside decide di incontrare con me i partecipanti in un breve “confronto tra cervelli”: che ne dite? Cosa vi portate a casa di positivo e di negativo? E anche in questa situazione i ragazzi mi hanno stupito per la serietà delle riflessioni.
I componenti della squadra che non si è classificata tra i primi dichiara che alle prime risposte sbagliate sicuramente è calata l’autostima e questo non ha giovato nell’affrontare con il giusto metodo i quesiti successivi. Riflettiamo che questa situazione ci mette nelle condizioni per conoscere meglio i nostri punti di forza e di debolezza.
Mirko dice che è stato divertente, anche gli allenamenti: bello! Quando la Matematica diventa un gioco divertente… beh allora possiamo dire che davvero è questa la nostra vittoria!
Paolo e Lorenzo confessano che l’ultimo risultato lo hanno un po’ rischiato: dopo tanti calcoli, nell’indecisione hanno scelto quello che a loro sembrava più ragionevole. Bene, ogni tanto bisogna anche avere il coraggio di rischiare!
Infine Chiara: cosa ti è piaciuto di più? L’inizio, mi è piaciuto di più l’inizio della gara perchè è stato importante per l’attesa, alla fine ormai era tutto fatto e sapevamo già di avere vinto.
Ecco, non so voi, ma a me queste risposte lasciano senza fiato! Tutto è nell’attesa, tutto si gioca nell’attesa, e quanto densa sia l’attesa solo ognuno di noi nel suo cuore lo può sapere: densa di preparazione, di fatica, di riflessione, di desiderio, di studio, di condivisione: è proprio vero Chiara, tutto si gioca nell’attesa! Grazie ragazzi!
Gabriella Facchini

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